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	<title>eventi &#8211; Fondazione Giovanni Scambia ETS</title>
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	<title>eventi &#8211; Fondazione Giovanni Scambia ETS</title>
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		<title>Fondazione Giovanni Scambia: a Roma nasce un nuovo presidio tra ricerca, cura e visione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Pozzilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 19:38:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un silenzio particolare, nelle grandi occasioni. Un silenzio che non pesa, ma prepara. È lo stesso che ha accompagnato la presentazione della Fondazione Giovanni Scambia, nell’Auditorium dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: uno spazio carico di significato, che per anni ha accolto il pensiero, il lavoro e la vita del professore.</p>
<p>La sala gremita, l’emozione composta, la presenza compatta della comunità scientifica: ogni elemento restituiva il senso di una continuità che oggi diventa impegno collettivo. La Fondazione nasce con una missione chiara e ambiziosa: sostenere la ricerca oncologica, rafforzare la prevenzione, promuovere la diagnosi precoce e formare le nuove generazioni. Un progetto che estende la visione del professor Scambia oltre i confini della ginecologia oncologica per abbracciare alcune delle sfide più complesse del nostro tempo: tumori del pancreas, del polmone, del cervello e delle ovaie.<br />
Territori clinici difficili, dove la ricerca può davvero cambiare il destino delle persone. Ed è qui che la Fondazione intende agire attraverso programmi di ricerca dedicati, iniziative di prevenzione, borse di studio e percorsi formativi rivolti ai ricercatori di domani.</p>
<p>A guidare la serata è stata Annalisa Manduca, giornalista e voce autorevole della divulgazione sanitaria italiana. La sua conduzione non è stata semplice moderazione, ma una narrazione capace di intrecciare memoria e futuro, restituendo la profondità umana e professionale del professore.</p>
<p>Tra i momenti più intensi, le parole della moglie Emma e della figlia Luisa hanno riportato al centro la dimensione più autentica di Scambia:<br />
«<em>Trasformare il dolore in un progetto per gli altri è il modo più vero di continuare ciò che lui ha sempre fatto.</em>» Un pensiero che racchiude l’essenza stessa della Fondazione: trasformare una perdita in possibilità; farne strada per chi verrà.</p>
<p>Le istituzioni hanno riconosciuto la portata del progetto. La ministra dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, ha ricordato il valore formativo del suo insegnamento:<br />
«<em>Non ha trasmesso solo tecnica: ha insegnato un modo di essere medici. Con attenzione, rispetto, umanità.</em>»</p>
<p>Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato il valore strategico della ricerca:<br />
«<em>Sostenere la ricerca è un dovere e una necessità. Questo progetto ha una forza che merita accompagnamento e sostegno.</em>»</p>
<p>Un messaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha aggiunto una testimonianza di stima profonda:<br />
«<em>Ha aperto strade nella ricerca, generato conoscenza e possibilità nuove. Un maestro capace di visione e concretezza.</em>»</p>
<p>Nel corso dell’evento è stato presentato anche il Comitato Scientifico, composto da figure di primo piano: Francesco Cognetti, Raffaele Landolfi, Evis Sala, Diego Gigliotti, Francesco La Cava, Alberto Mattei, Domenica Lorusso, Stefania Boccia. Una squadra che conferma la natura della Fondazione: non un organismo commemorativo, ma una piattaforma operativa, autorevole e strategica, capace di orientare la ricerca, definire priorità e generare impatto reale.</p>
<p>Il mondo accademico e quello clinico hanno reso omaggio alla sua visione. La rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, ha ricordato la capacità del professore di coniugare concretezza e visione: «<em>Scambia è stato un visionario dal tratto concreto. Ha creduto profondamente nelle nuove generazioni. La Fondazione è il modo più autentico per onorare ciò che ci ha lasciato.</em>»</p>
<p>Il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli, Daniele Franco, ha sottolineato l’eredità scientifica e umana che il professore ha costruito:<br />
«<em>Ha unito rigore scientifico, innovazione e umanità. Il suo lascito più prezioso è la sua scuola, che continua a portare avanti competenza e valori.</em>»</p>
<p>Franco ha ricordato anche uno dei suoi sogni più significativi: trasformare la Caserma Olivelli in un centro dedicato alla ricerca. Un obiettivo che oggi entra a far parte della visione della Fondazione.</p>
<p>Dopo la proiezione del docufilm, Annalisa Manduca ha chiamato sul palco tutto il team del professor Scambia. Un’immagine potente: passato, presente e futuro che si incontrano nella stessa cornice, simbolo di una continuità che non si interrompe ma evolve, portando avanti la sua scuola e il suo modo di intendere la cura. La Fondazione Giovanni Scambia non nasce per custodire un ricordo, ma per amplificarlo.</p>
<p>È un modello culturale, prima ancora che clinico: un modo di intendere la cura che unisce ricerca, etica, formazione e attenzione alla qualità della vita. Perché, come la serata inaugurale ha mostrato con chiarezza, questa Fondazione non è solo un’istituzione: è una comunità che cresce. Una comunità che si muove insieme verso ciò che il professor Scambia ha sempre indicato con il suo lavoro e il suo esempio: la possibilità.</p>
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		<title>Le Farfalle Rosa in Campidoglio: la rinascita che porta il nome di Giovanni Scambia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Pozzilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la Sfilata delle Farfalle Rosa, il tempo sembrava essersi fermato. Non per celebrare l&#8217;apparenza, ma per dare forma alla gratitudine, al coraggio e alla vita che rinasce. Il 18 giugno, per una sera, la Sala della Protomoteca del Campidoglio è diventata un luogo sospeso, dove la scienza ha incontrato la bellezza e la fragilità ha mostrato la sua forza più autentica.</p>
<p>Le protagoniste della serata, le Farfalle Rosa, hanno sfilato con passo lento e deciso: non modelle, ma donne vere. Pazienti che hanno attraversato la malattia e professioniste della cura che le hanno accompagnate nel percorso più complesso, quello che conduce a ritrovare se stesse.</p>
<p>A condurre la serata, la giornalista e divulgatrice scientifica Annalisa Manduca, volto de La7, che con la sua sensibilità ha guidato il pubblico attraverso un racconto di rinascita e riconoscenza, intrecciando emozione e consapevolezza.</p>
<p>L&#8217;idea dell&#8217;evento è di Antonella Luberti, modella e paziente, operata due volte dal professor Giovanni Scambia. La Sfilata delle Farfalle Rosa è il frutto di un sogno: un evento in cui la bellezza diventa la prova che la vita può rifiorire anche da ciò che l&#8217;ha ferita, e che la grazia più autentica nasce proprio dalla fragilità accolta.</p>
<p>Nel silenzio denso di emozione che ha accompagnato la serata, è stata annunciata la nascita della Fondazione Giovanni Scambia, dedicata al grande ginecologo e ricercatore scomparso nel febbraio 2025.<br />
Un momento di commozione condivisa e di continuità: perché Giovanni Scambia non è stato solo un medico straordinario, ma un uomo capace di restituire alla scienza il suo volto più umano. Ha insegnato che la cura è conoscenza e compassione insieme, che l&#8217;ascolto può diventare diagnosi e che la scienza, quando è guidata dall&#8217;empatia, si fa forma concreta di amore.</p>
<p>Nel ricordo intenso di Luisa Scambia, la Fondazione appare come un passaggio di testimone: non per custodire la memoria, ma per trasformarla in azione. Sosterrà la ricerca sui tumori più silenziosi e complessi, quelli che parlano a voce bassa e vanno ascoltati con attenzione.</p>
<p>La Fondazione Giovanni Scambia nasce così come una casa della cura, un luogo in cui la conoscenza diventa responsabilità e la ricerca dialoga con la vita.</p>
<p>Il nome dell&#8217;evento affonda le radici nel Giardino delle Farfalle, lo spazio terapeutico inaugurato nel 2018 al Policlinico Gemelli da Giovanni Scambia, un luogo simbolico e reale in cui la natura accompagna la guarigione e il tempo della cura si dilata nel contatto con la bellezza. Come in quel giardino, anche al Campidoglio le farfalle sono tornate a volare, nel gesto di chi ha scelto di credere ancora e di trasformare la propria esperienza in speranza condivisa.</p>
<p>Sul palco, medici e pazienti hanno camminato insieme, senza ruoli e senza distanze. È stato il momento in cui la medicina ha ritrovato la sua verità più semplice: la cura è un incontro tra due vulnerabilità.</p>
<p>La Sfilata delle Farfalle Rosa è stata la dimostrazione che la bellezza più alta nasce dal coraggio. Un&#8217;eredità che ora vive e cresce nella Fondazione Giovanni Scambia, perché la cura, come il volo delle farfalle, non finisce mai. Si trasforma, si rinnova e continua a insegnarci che la vita, custodita con gentilezza e intelligenza, trova sempre il modo di rinascere, lieve e indomabile.</p>
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